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PdVinci
Un Blog dove parlare delle iniziative del PD di Vinci e dove confrontarsi sulle questioni politiche territoriali e nazionali
POLITICA
4 gennaio 2012
ASSEMBLEA A SOVIGLIANA



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POLITICA
3 gennaio 2012
AGORA' N. 19 - UN ANNO DIFFICILE

29.12.2011

Siamo giunti oramai alla fine di questo 2011. Un anno difficile per molti versi.

Difficile per il mondo del lavoro, per l’economia, per la politica, che dopo più di un decennio di governi del centro destra deve ritrovare se stessa e i valori della democrazia, spesso logorata dal mancato rispetto delle regole e delle istituzioni.

Ridare fiducia agli italiani e alla politica è il duro compito che spetta al nostro partito, per superare gli anni che stiamo attraversando fatti di precarietà giovanile, mancanza di certezze per il futuro e condizioni economiche che rendono le nostre imprese meno competitive rispetto al passato.

Il governo Monti è stato chiamato ad intervenire in un momento d’emergenza, in cui con l’attuale composizione parlamentare il governo di centrodestra non aveva più i numeri per governare.  Andare alle elezioni anticipate avrebbe voluto dire restare fermi mesi aggravando le condizioni del nostro paese. Invece oggi  in una situazione d’emergenza bisognava rispondere con una manovra d’emergenza. Monti fin da subito ha avuto ben chiara la priorità per il nostro paese: mettere in sicurezza i conti pubblici per allontanare l’Italia dall’orlo del baratro.

Nell’affrontare questa situazione, il governo ha varato una manovra il cui merito è di aver ridato credibilità e onore all'Italia a livello internazionale e impedito il crollo rovinoso (con default e conseguente distruzione del valore dei risparmi degli italiani) verso il quale inesorabilmente stava portandoci il governo Pdl-Lega. Monti ha scelto coraggiosamente di dire la verità agli italiani. Ed è solo facendo i conti con la verità, cosa che troppo spesso non è avvenuta negli ultimi dieci anni, che potremo avere come paese una chance di risalire la china.

Le misure  positive della finanziaria disegnata dal nuovo governo sono quelle riguardanti gli interventi strutturali di riduzione della spesa pubblica corrente, l'introduzione di prelievi di natura patrimoniale (nuova imposizione sulle attività finanziarie, innalzamento del prelievo sulle abitazioni diverse dalla prima, sovraimposte sui beni di lusso, prelievo sui capitali scudati),  l’abolizione delle giunte delle province e la loro riorganizzazione, le misure antievasione come il definitivo smantellamento del segreto bancario e la tracciabilità dei pagamenti fino a 1.000 euro, la riduzione del costo del lavoro per giovani e donne, gli interventi per rilancio del credito e delle infrastrutture.  Altri contenuti della manovra sono stati migliorati, col contributo decisivo del Pd, durante l'iter parlamentare del provvedimento: ciò ha permesso di conseguire risultati importanti come l’innalzamento a 1.400 euro del tetto di indicizzazione per le pensioni, l’innalzamento delle detrazioni prima casa per l'Imu (50 euro a figlio oltre ai 250 euro garantiti a ogni famiglia) e l'aumento dell'aliquota di prelievo sui capitali scudati.

Dobbiamo comunque essere consapevoli che il governo ha chiesto agli italiani sacrifici significativi ma molto inferiori a quelli che avremmo dovuto sopportare senza questa azione di contenimento della fase di emergenza.

Superata questa fase riguardante il rigore e la messa in sicurezza dei conti pubblici, il governo deve avere ben chiaro che la priorità adesso è lo sviluppo economico.

Per superare la crisi e' essenziale la credibilità del sistema paese e che la nostra economia torni a crescere. Rilancio dei consumi, agevolazioni fiscali a famiglie e imprese,  liberalizzazioni, allentamento dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali, la riforma degli ammortizzatori sociali e misure che vadano ad incentivare il lavoro stabile devono essere gli aspetti fondamentali di questa seconda fase necessaria per la crescita.

Daniele Vanni





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POLITICA
15 dicembre 2011
SOLIDARIETA' ALLA COMUNITA' SENEGALESE

Esprimiamo piena solidarietà alla comunità senegalese e sconcerto per un atto gravissimo e di violenza inaudita. Il PD di Vinci condanna fermamente un’ azione ingiustificabile e razzista. Condividiamo il pensiero del nostro Presidente della Repubblica in quanto è sempre più urgente l'impegno di tutte le forze politiche e della società civile per contrastare sul nascere ogni forma di intolleranza e riaffermare la tradizione di apertura e di solidarietà del nostro paese.





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POLITICA
7 dicembre 2011
AGORA' N. 18 - LA MANOVRA MONTI


Ciao a Tutti, volevo commentare come responsabile economico dei Gd Empolese-Valdelsa la manovra finanziaria del governo Monti, approvata ieri in Consiglio dei Ministri. Comincio col dire che la manovra di primo acchito mi ha deluso molto, poichè vedo che è presente troppo rigore, poca equità e quasi niente sviluppo. Ma vediamo meglio le misure: il valore complessivo della manovra è 30 miliardi al lordo. Di questi, 17-18 vengono da nuove entrate, 12-13 da tagli di spesa. Fra i provvedimenti più importanti ci sono: l'aumento dell' anzianità contributiva per andare in pensione indipendentemente dall'età (42 anni per gli uomini, 41 per le donne),misura che penalizza chi ha cominciato a lavorare prima dei 18 anni, l'aumento dell'età pensionabile minima a 66 anni per gli uomini e a 62 per le donne, abolizione delle quote età più contributi,il contributivo per tutti dal prossimo anno, l'aumento dell'IVA al 23% da Giugno in attesa di nuovi provvedimenti, il ritorno dell'ICI, non progressiva, sulla prima casa, con una detrazione di 200 euro e un'aliquota dello 0,4%,dello 0,76 sulle altre case, la tracciabilità dei pagamenti sopra i 1000 euro, l'aumento della tassazione sui capitali scudati dell'1,5% (grazie all'intervento del PD, lo vorrei ricordare), l'aumento dell'addizionae regionale IRPEF, l'aumento delle accise sui carburanti, nuovi tagli agli enti locali, deduzioni sull'irap per il personale, tassa sui beni di lusso, estensione del bollo ai titoli. Io penso che si siano voluti colpire sempre i soliti noti e non si siano colpiti adeguatamente gli evasori fiscali e i possessori di grandi patrimoni, specie quelli finanziari. Non si sono colpiti gli sprechi della politica di livello centrale, dove avevo nutrito speranze per il passaggio al contributivo pure lì. Una manovra che ha voluto far cassa sulle pensioni, mentre le risorse ricavate dall'aumento dell'età sarebbero dovute andare verso il welfare giovanile. Si doveva mettere l'ICI anche per gli edifici ecclesiastici, poichè tutti devono partecipare allo sforzo del risanamento, perchè se lo fanno sempre i soliti, e se l'economia non viene fatta crescere, non ci sarà più niente da prendere lì, e allora il risanamento sarà molto più arduo e la povertà, quella vera, rischierà di essere una realtà. Il PD ha il dovere di dare qualche correzione, in parlamento, così dimostrerà di non essere un partito che parla e basta, non lo è, ma viene percepito come tale. Vorrei che questa percezione sparisse una volta per tutte.

Lorenzo Chiarini





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POLITICA
2 dicembre 2011
LIBERTA E' PARTECIPAZIONE N.15


MANIFESTAZIONE A ROMA
NOVEMBRE 2011




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POLITICA
2 dicembre 2011
LIBERTA E' PARTECIPAZIONE N.14


INTERVISTA A SERGIO CHIAMPARINO A SOVIGLIANA
SETTEMBRE 2011




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POLITICA
2 dicembre 2011
LIBERTA E' PARTECIPAZIONE N.13



PRANZO DEI VOLONTARI
SETTEMBRE 2011




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POLITICA
2 dicembre 2011
LIBERTA E' PARTECIPAZIONE N.12


FESTA DEMOCRATICA DI VINCI A SAN DONATO
LUGLIO 2011



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POLITICA
11 novembre 2011
TOSCANA DEMOCRATICA A VITOLINI



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POLITICA
11 novembre 2011
L'ITALIA PRIMA DI TUTTO...


Questo governo ci ha precipitati nel discredito, nell'umiliazione, nella totale mancanza di credibilità». La preoccupazione per l'andamento della Borsa e per il nuovo record segnato dai tassi d'interesse dei Buoni del tesoro sembra quasi superare la soddisfazione per le annunciate dimissioni di Berlusconi. Dice Pier Luigi Bersani che la soddisfazione è «per come abbiamo condotto una battaglia che si sta rivelando positiva, per come abbiamo indotto il Parlamento a certificare la crisi della maggioranza col voto, e per come abbiamo ottenuto l'accelerazione della fase politica». Oggi viviamo «un disastro annunciato», dice guardando ai dati economici. «Almeno da noi». Il leader del Pd parla nel suo studio a Montecitorio. Lo sguardo è ora rivolto a domenica quando, «se il Presidente della Repubblica ritiene, c'è la possibilità di iniziare le consultazioni».

I mercati non si sono fidati dell'annuncio di dimissioni dei premier?

«Tutto il mondo ormai lo conosce, i suoi gesti non sono mai senza ombre. E ringraziamo il Capo dello Stato che con una nota ha messo in chiaro che non c'è nessuna incertezza sulle dimissioni di Berlusconi e che sono infondati i timori di una prolungata inattività governativa».

Napolitano in quella nota ha scritto: nuovo governo o voto.

«La stessa alternativa di cui parlo ormai da un anno, e che è stata testardamente impedita da una maggioranza che di fronte ai problemi del Paese si è dimostrata totalmente irresponsabile. Ora, su spinta dell'opposizione e per vie parlamentari, siamo arrivati a una svolta. Sono soddisfatto, ma ora c'è l'esigenza di accorciare i tempi per l'approvazione della legge di stabilità e per le dimissioni. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ogni forma di accelerazione, anche se nel merito continueremo ad opporci».

Lei vede le condizioni per un nuovo governo?

«Non ho la sfera di cristallo, quello che però posso dire è che noi siamo pronti a fare la nostra parte a sostegno di un governo di transizione che abbia la necessaria credibilità sul piano internazionale per attuare misure eque e far fronte a un'emergenza conclamata».

Oltre a quelli di Pd, ldv e Terzo polo servirebbero una sessantina di altri parlamentari del centrodestra per dar vita a una maggioranza stabile. Difficile però che ci sia un tale smottamento nel Pdl, non crede?

«Chiariamo subito, la nostra proposta non comporta in nessun modo ipotesi di ribaltoni o la ricerca di frange di supporto al margine. Opzioni Scilipoti, per intenderci, non ci interessano. Ci deve essere un larghissimo coinvolgimento, una presa di coscienza della situazione in cui versa il Paese e un'ampia assunzione di responsabilità».

Allora la vostra è una disponibilità condizionata...

«Ma certo che poniamo delle condizioni. E sono le stesse condizioni che richiede la realtà: un governo credibile e che segni una netta discontinuità. Adesso quel che serve non è una maggioranza abborracciata, fatta con pezzi di partiti, non è un ribaltone o un aggiustamento con qualche transfuga. Non ci crederebbe nessuno».

Che il Pdl come partito appoggi il nuovo governo è però difficile visto che Berlusconi ha già detto che dopo di lui c'è il voto, non crede?

«È indecente che il presidente del Consiglio dimissionario indichi la strada. Sono parole che non voglio neanche prendere in considerazione e aspetto le valutazioni del Capo dello Stato, le sue consultazioni».

Ha considerato il rischio che tutto il peso del nuovo esecutivo, con un disimpegno di Berlusconi, nei principi o nei fatti, gravi su di voi?

«Il Pd deve innanzitutto preoccuparsi del fatto che l'Italia è in pericolo, che viviamo il momento più difficile dal dopoguerra ad oggi. L'intera classe dirigente, se è degna di questo nome, ha gli strumenti per vedere che sono in gioco posti di lavoro, redditi, risparmi. Dopodiché se non c'è un'assunzione di responsabilità seria, bisognerà registrare che non ci sono le condizioni per un governo di emergenza. Dovrà però essere chiaro che noi saremo gli ultimi a staccare la spina a questa ipotesi. Noi ci siamo, ci crediamo, e se per volontà della destra non sarà possibile dar vita a un nuovo governo si vada subito ad elezioni. Noi non abbiamo paura di andare al voto».

Pensa sia ancora possibile andarci con un'alleanza tra progressisti e moderati?

«Certo, l'ho voluto anche dire davanti alla nostra gente, tutti quelli che sabato sono venuti a San Giovanni, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, e che non hanno fatto il viaggio per niente! Quella manifestazione è stata determinante per lo sviluppo politico, abbiamo fatto vedere la forza di cui disponiamo».

Perché insistere sull'alleanza col Terzo polo ora che i sondaggi danno il centrosinistra sette punti avanti il centrodestra?

«Proprio ora che l'emergenza si fa più evidente aumentano le ragioni della nostra proposta. Il tramonto di Berlusconi pone il problema di una ricostruzione economica, sociale, democratica. E allora tutti sono chiamati a decidere da che parte stare, se dal lato del modello populista o se fare la scelta democratica e per un nuovo patto sociale. Di quà o di là, non ci saranno alternative».

I due alleati del centrosinistra intanto sembrano pensarla diversamente da lei circa lo sbocco della crisi e la necessità di un governo di transizione.

«Non mi risulta che Di Pietro o Vendola abbiano detto qualcosa di diverso, anche se Di Pietro ha espresso una preferenza per le elezioni anticipate. Ma se ha cambiato idea lo dirà al Capo dello Stato. Sia chiaro che c'è la politica e c'è anche il politicismo, ma prima c'è l'Italia».

Chi pensa debba guidare il governo di emergenza?

«I nomi spettano al Presidente della Repubblica. Quello che io penso è che debbano essere nomi coerenti col problema che abbiamo di fronte, che riguarda il piano economico e finanziario e che si pone anche sul fronte internazionale. La ricerca va fatta in quella direzione».

Come giudica la nomina da parte del Quirinale di Monti a senatore a vita?

«È una scelta eccellente, arricchirà il Parlamento di un tratto di personalità e di esperienza preziosi».

Come vi comporterete di fronte alla legge di stabilità?

«Se corrisponde a quanto abbiamo letto fin qui voteremo contro. Se ci saranno novità, le valuteremo assieme alle altre proposte. Ma faremo in modo che questa agonia duri il meno possibile. Dobbiamo chiudere in fretta questa fase e, se il Presidente lo ritiene, c'è la possibilità di iniziare le consultazioni gia domenica».

E ipotizzabile che il nuovo governo arrivi a fine legislatura o prevede che in ogni caso si voterà prima del 2013?

«Non si possono fissare scadenze, un governo si tara non mettendo date ma dando obiettivi. La prima criticità sottaciuta, che il nuovo esecutivo dovrà risolvere, è che la manovra approvata prevede per il 2012-2013 20 miliardi reperibili nella delega assistenziale. Si tratta di una vera e propria bomba ad orologeria perché il governo vuole prendere 20 miliardi da dove non ci sono. È solo un primo esempio. Noi ribadiamo l'esigenza e l'impegno per il pareggio di bilancio, ma le misure che dovrà attuare il nuovo governo non potranno essere a carico dei lavoratori e della povera gente».



permalink | inviato da pdvinci il 11/11/2011 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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